Articolo Terre Marsicane: Micron fra “regione immobile” , Cigo e Passera

Fonte: http://www.terremarsicane.it/node/23818

E intanto il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera apre la porta al sindaco Gianni Di Pangrazio. La questione Micron approda a Roma

Micron Avezzano, terremarsicane

Avezzano – Che la Micron di Avezzano sia il secondo stabilimento d’Abruzzo per dimensioni e che contribuisca al 33 % del Pil provinciale è un dato di fatto. Ma lo è anche la cassa integrazione che interessa cinquecento operai a rotazione dal 24 settembre.

Secondo Giovanni D’Amico vice presidente del Consiglio Regionale, “la Regione sottovaluta gravemente l’annunciata vendita dello stabilimento di Avezzano”. Una conferma che avrebbe avuto nella seduta del consiglio regionale del 2 ottobre scorso.

“Dalla risposta della Giunta alla mia interrogazione urgente – ha dichiarato D’Amico – ho , purtroppo , avuto conferma che c’è stata e c’è una pericolosa sottovalutazione delle possibili conseguenze che la vicenda Micron Technology può comportare per l’intero tessuto industriale abruzzese”.

Pertanto lo stesso D’Amico ha inviato il testo della risposta della Giunta regionale, ai rappresentanti delle Ooss e degli enti locali, perché ne prendano visione e pretendano, con un’adeguata mobilitazione, dalla regione Abruzzo l’impegno necessario alla salvaguardia di un patrimonio industriale, di esperienza e di lavoro, a cui né la Marsica né l’intero Abruzzo possono rinunciare”

E in effetti la situazione non è rosea. Micron Technology risponde che “ sta attuando una cassa integrazione guadagni ordinaria, dovuta ad un calo della produzione importante di poco inferiore al 50%”.

Ma che cos’è e chi interessa la cassa integrazione ordinaria ?

La Cassa Integrazione Guadagni è una sorta di paracadute per i lavoratori e per le imprese: un fondo messo a disposizione dello Stato per superare le situazioni critiche temporanee e permettere ai dipendenti di mantenere il proprio posto di lavoro ricevendo, per il periodo in cui sono sospesi dal lavoro, l’80% della loro paga. Può essere ordinaria o straordinaria.

A quella ordinaria si ricorre quando c’è una sospensione o una riduzione dell’attività dell’impresa dovuta a un fattore temporaneo per il quale non è “colpevole”  né l’imprenditore, né il lavoratore, ma il mercato (ad esempio quando c’è un forte calo degli ordinativi).

Sarà l’imprenditore a decidere quali lavoratori mettere in cassa integrazione, rispettando però un criterio di rotazione tra quelli che svolgono lo stesso tipo di lavoro. Inoltre, al momento della presentazione della domanda all’INPS, il datore di lavoro dovrà aver preparato anche un programma che consenta il reinserimento dei lavoratori al termine del periodo di cassa integrazione: in poche parole, la cassa integrazione non è un preludio al licenziamento ma solo una pausa.

Ricordando che la cassa integrazione è uno strumento destinato unicamente ai dipendenti con regolare contratto di lavoro subordinato, è ovvio che non vi possano fare ricorso i lavoratori autonomi né coloro i cui redditi derivino dallo svolgimento di arti o professioni.

A  CHI SPETTA E PER QUANTO TEMPO – Agli operai, agli impiegati e ai quadri delle aziende industriali e delle imprese artigiane del settore edile e lapideo spetta questo tipo di cassa integrazione, pari all’80 della retribuzione che avrebbero dovuto percepire normalmente. Ogni anno però viene stabilito un limite massimo mensile per questo importo, dunque l’80% della retribuzione può non corrispondere a quella che effettivamente si sarebbe percepita. In ogni caso, anche se il dipendente resta a casa con retribuzione ridotta, tutto il periodo in cui è “cassaintegrato” gli varrà ai fini pensionistici. Tale periodo non può eccedere le 13 settimane, ma può essere prorogato fino a 12 mesi. In alcuni territori tale proroga può arrivare anche a 24 mesi. Non possono usufruire della cassa integrazione ordinaria gli apprendisti.

Inoltre il lavoratore in cassa integrazione non può svolgere un’altra attività retribuita. Se lo dovesse fare, ha l’obbligo di comunicarlo all’Inps la quale sospende – per il periodo in cui svolge tale attività – la remunerazione della CIG. Se si dovesse scoprire che il cassaintegrato sta svolgendo un altro lavoro senza aver avvisato l’INPS, allora perderebbe definitivamente ogni diritto alla Cassa integrazione.

Per ulteriori informazioni sulla cassa integrazione ordinaria

GLI ULTIMI SVILUPPI – Nel frattempo Passera apre le porte del Ministero al sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio: sul tavolo, in agenda il 29 ottobre, alle 15, la questione dello stabilimento Micron messo sul mercato dalla multinazionale americana. Convocazione accolta dopo le richieste di luglio e settembre.

“Il vertice a Roma – afferma Di Pangrazio, che sarà accompagnato da una delegazione di sindaci della Marsica – dove porteremo una nostra proposta, rappresenta un passaggio importante per capire le strategie del Governo nel campo dell’elettronica e dei semi-conduttori, e quindi, del futuro  del sito Micron, un’azienda vitale per la Città la Marsica, la Provincia dell’Aquila e l’Abruzzo. Il settore dei semiconduttori è all’attenzione dell’Unione Europea, perché questo segmento industriale rientra tra quelli da salvaguardare a fronte della sempre più agguerrita concorrenza dei Paesi dell’Estremo oriente che, grazie a sostegni e aiuti, sta monopolizzando uno dei compari strategici dell’economia mondiale. Al Ministro Passera, che ringrazio per l’apertura al confronto, chiederemo di “convincere” i vertici della Multinazionale, che ha altre aziende in Italia e gestisce accordi di programma finanziati da Stato e Regioni, a lavorare insieme per salvaguardare lo stabilimento e la forza lavoro dello stabilimento di Avezzano”.

L’obiettivo del sindaco, in sinergia con il Governo i sindacati e l’azienda (al vertice sono stati invitati i segretari nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Ugl e il direttore generale di Micron Italia, Sergio Galbiati) è quello di creare le condizioni per dare stabilità e prospettive di medio e lungo termine al sito di Avezzano alla ricerca di un partner tecnologico interessato a valorizzare la tecnologia del sito produttivo. “L’impianto Micron  di Avezzano è uno dei più importanti a livello nazionale”, sottolinea Di Pangrazio, “sia per capacità produttiva, sia perché promosso da capitale estero. In un momento come quello attuale caratterizzato da un forte ridimensionamento di investimenti esteri nel nostro Paese, diventa essenziale, anche per l’economia nazionale, salvaguardare l’azienda con capitale americano”.

“Micron – conclude il primo cittadino – è un’azienda strategica, non solo per la Marsica e l’Abruzzo, ma per l’Italia visto che dà lavoro anche a centinaia di persone provenienti dalle Province di Rieti e Frosinone, dobbiamo valorizzarla”.

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Una risposta a Articolo Terre Marsicane: Micron fra “regione immobile” , Cigo e Passera

  1. Roberto di Francesco ha detto:

    Siamo sicuri che il tavolo del 29 sia quello che tutti ci aspettiamo e cioè sulla crisi dello stabilimento di Avezzano e non quello aperto a suo tempo da FIM FIOM e uilm nazionale sull acquisizione da parte di micron di numonix agrate e Catania ?

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