Proposta della FIOM-CGIL

Pubblichiamo la Proposta della FIOM-CGIL della Provincia di L’Aquila sulla vertenza MICRON di Avezzano.
Tale proposta, che contiene anche un’analisi della situazione, è da intendersi come un contributo ad una discussione comune.

La proposta, oggi distribuita ai lavoratori della Micron, verrà inviata a tutte le forze politiche della provincia, alla Provincia, ai sindaci e al Ministero dello Sviluppo Economico.

Avezzano, 18 ottobre 2012
FIOM-CGIL della Provincia di L’Aquila

Download: Volantino proposta FIOM

Download: Proposta FIOM formato A4

FIOM-CGIL PROVINCIALE L’AQUILA

Storia della Micron in Italia

La Micron è un’azienda americana con casa madre situata nella città di Boise, Idaho. Produce componenti elettronici a semiconduttore con tecnologia CMOS (Complementary Metal Oxide Silicide). Questo tipo di aziende utilizzano, come base per realizzare i propri prodotti, dischi di silicio (wafers) spessi meno di un millimetro, il cui diametro può andare da 100mm a 450mm; al momento le grandi aziende realizzano i nuovi stabilimenti o convertono i vecchi, laddove possibile, basandosi su tecnologia a 300mm (12 pollici).

La Micron approda in Italia nel 1999, quando acquisisce la divisione memorie della Texas Instruments, diventando così una  multinazionale. Fino al 2005 produce esclusivamente memorie dinamiche (DRAM, quelle per i personal computer) su supporti a 200mm (8 pollici). A marzo dello stesso anno c’e’ la svolta: la multinazionale decide che il sito di Avezzano non produrrà più DRAM, ma sensori d’immagine (IMAGER), utilizzati in applicazioni mobili (cellulari, PC portatili, tablet),  nelle fotocamere digitali (DSLR) e nel settore automotive.

Sin dal 2004 il management,  a più riprese, ipotizza la realizzazione di un secondo stabilimento, per ospitare una linea di produzione su supporto a 300mm (12 pollici), il famoso raddoppio; lo stesso management utilizzerà questo argomento per cercare di far passare alcune posizioni, sia in ambito sindacale, sia nel “mondo esterno” (esempio eclatante: la torcia al plasma). Nel 2003 infatti, lo sciopero messo in atto dai Lavoratori, che non sostenevano più il clima instaurato in azienda dal management, ha messo in luce l’isolamento della Micron nei confronti del territorio; questo ha spinto il gruppo dirigente ad attuare una politica di coinvolgimento dell’azienda con l’esterno fino ad arrivare alla creazione della fondazione MIRROR.

Attraverso MIRROR, la Micron riesce a coinvolgere la regione Abruzzo, e nel dicembre 2011, viene approvato il finanziamento del Polo di Innovazione sulle Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione (ICT).

Micron, attraverso il consorzio K-UNIT, è la capofila di tale polo tecnologico finanziato dalla Regione Abruzzo.

Malgrado gli annunci del 2004, lo stabilimento avezzanese vive periodi di crisi che, nei momenti peggiori, sfociano nell’apertura della procedura di cassa integrazione guadagni ordinaria: a gennaio 2009, a settembre 2010 e a ottobre 2012.

Micron, intanto, con la produzione di IMAGER, ha vincolato lo stabilimento di Avezzano ad APTINA, società nata da uno spin-off di Micron la quale detiene il 35% del pacchetto azionario. APTINA è l’unico cliente/progettista dei prodotti che lo stabilimento marsicano realizza. Micron Technology Italia ha un contratto che lo vincola ad APTINA fino ad agosto 2013.

Nel frattempo, a febbraio del 2010, Micron corporate acquisisce Numonyx (già join-venture tra STM ed Intel), allo scopo di acquisire quote nel mercato delle memorie di tipo FLASH (quelle che vanno nelle chiavette USB) e, successivamente, PCM. Con questa operazione nasce Micron Semiconductor Italia s.r.l. (MIY) con sede ad Agrate, Arzano e Catania, che si affianca a Micron Technology Italia s.r.l. con sede ad Avezzano (MIT).

A maggio 2011 lo stabilimento giapponese di Micron, gemello del sito marsicano, denominato MJP e situato a Nishiwaki, viene venduto alla societa’ TowerJazz, concorrente di MIT.

Annuncio di vendita

Nel mese di giugno 2012 lo stabilimento Micron di Avezzano vedeva occupati circa 1750 dipendenti.

Il 3 luglio 2012 il management di Avezzano comunicava la cessione di ramo d’azienda per circa 90 lavoratori a Micron Semiconductor Italia. I lavoratori ceduti, seppur alle dipendenze della nuova società, rimangono nel territorio di Avezzano.

Dopo questa cessione, attraverso dimissioni individuali,  Micron ha favorito il passaggio di altri lavoratori da Micron Technology a Micron Semiconductor Italia.

Ad inizio luglio, inoltre, Micron corporate acquisiva Elpida, azienda giapponese produttrice di memorie, diventando il secondo produttore di DRAM dopo la coreana Samsung. L’operazione e’ costata 2,5 miliardi di dollari, di cui 750 milioni in contanti alla chiusura dell’accordo e i restanti 1,75 miliardi da versare entro il 2019. L’operazione dovrebbe chiudersi entro la prima metà del 2013.

Il 26 luglio 2012, a Monza, durante l’incontro convocato dalla Micron,  è stata data la seguente comunicazione:

la Micron sul sito di Avezzano ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati. Attualmente il sito di Avezzano ha raggiunto la massima maturità tecnologica e potrà avere delle ottime prestazioni nei prossimi 24/36 mesi nel mercato dei sensori d’immagine su supporto a 200 mm.

La Micron non ha più intenzione di continuare ad investire sulla tecnologia a 200 mm e, di conseguenza, non è più interessata allo stabilimento di Avezzano.

Nonostante ciò, la Micron è impegnata nella ricerca di un acquirente o un partner per il sito marsicano, visto che tale stabilimento può essere ancora performante, soprattutto con produzioni nei mercati di nicchia.

Purtroppo, al momento non ci sono potenziali acquirenti vista la difficoltà ad investire in Italia anche a causa della situazione socio-economica.

Oggi la Micron è presente nel territorio di Avezzano con le seguenti compagini:

Micron Technology Italia con circa 1624 dipendenti (sito oggetto della vendita)

Micron Semiconductor Italia con circa 120 dipendenti

Fondazione MIRROR.

Cosa è la Micron Technology Italia di Avezzano

Lo stabilimento Micron di Avezzano, con la scelta del 2005 di produrre solo IMAGER, è diventato una Foundry. Le Foundry sono aziende che fanno produzioni conto terzi, occupandosi solo della realizzazione dei prodotti e lasciando al committente le fasi di progettazione e vendita.

In realtà, nella Fabbrica di Avezzano non vengono realizzate tutte le fasi di lavorazione dei sensori d’immagine. Infatti, l’ultimazione del processo avviene con una fase ad alto valore aggiunto che si svolge a Nampa, una cittadina a 30 Km da Boise. Pertanto i 1624 lavoratori sono coinvolti solo nella produzione di parte di un dispositivo microelettronico. Senza l’ulteriore processo (CFA), che si effettua in America, lo stabilimento di Avezzano non può garantire la produzione di un sensore d’immagine completo e quindi competitivo. Per di più, un’altra criticità è legata al vincolo esclusivo con APTINA.

Come dichiarato dall’azienda alle RSU, prima della decisione di vendere lo stabilimento, l’aggiornamento dell’attuale processo a 200mm richiederebbe circa 260 Milioni di Euro di investimento. Invece, per il passaggio ai supporti a 300mm la somma necessaria va da 1 a 2,2 Miliardi di Euro, a seconda che si tratti di espansione o raddoppio dell’attuale sito.

Nello stabilimento di Avezzano sono presenti  circa 520 giornalieri e circa 1104 turnisti su quattro turni.

La presenza di personale indiretto si attesta oltre il 40%.

Ciascun turno è composto da circa 276 lavoratori di cui circa 190 diretti.  A causa dello sviluppo dei turni, degli orari legati alla effettiva prestazione lavorativa e dell’organizzazione del lavoro voluta da Micron, le presenze medie effettive nel turno sono circa 160.

Sempre da dichiarazioni aziendali, il costo del personale si attesta intorno ai 90 milioni di euro l’anno, e cioè mediamente circa 52.000 euro l’anno per dipendente; i costi di gestione dello stabilimento si attestano intorno ai 6 milioni di euro a settimana, per un costo annuo di  312 milioni di euro.

La Micron ha attuato, in modo unilaterale, una politica incentivante di circa 5 milioni di euro l’anno.

 

Criticità

Micron ha comunicato che nel futuro i sensori d’immagine vedranno diviso il mercato: 60% su supporto a 300 mm e 40% su 200 mm. Questo rapporto, nel tempo, andra’ sempre piu’ a vantaggio della tecnologia a 300mm. Proprio questo scenario crea delle forti preoccupazioni rispetto ad un probabile acquirente. Infatti, vorremmo scongiurare che arrivi qualcuno che abbia come obiettivo quello di “raschiare il barile”. Qualcuno funzionale alla strategia di uscita di Micron dalla produzione di imager a 200mm.

Chi viene deve dimostrare una capacità d’investimento tale da consentire una diversificazione di prodotti su supporto a 200mm.

Molte voci su probabili acquirenti si rincorrono in azienda.

Il  rincorrersi di queste voci ha portato la nostra organizzazione ad effettuare indagini rispetto ai nomi che circolano. Con il  coinvolgimento di alcuni esperti del settore e tramite il web, abbiamo riscontrato che in Europa, ad eccezione di STM, tali soggetti industriali non sembrano avere capacità d’investimento sufficienti ad acquisire lo stabilimento di Avezzano. Questi soggetti hanno una forza lavoro di 1500/2500 dipendenti  su più siti. Inoltre, questi probabili acquirenti hanno  il costo indiretto che varia tra il 10% e il 15 % e con un costo per dipendente dai 38.000 euro ai 45.000 euro.

Per dare una dimensione al problema, nel mondo, uno stabilimento equivalente a quello marsicano, impiega dai 900 ai 1100 dipendenti.

 

Proposta FIOM-CGIL

La difficoltà di un’operazione industriale come questa sta nel fatto che la struttura di Avezzano può essere mantenuta solo attraverso un’organizzazione come quella di Micron.

Qualunque nuovo soggetto industriale, infatti, dovrà fare i conti con quanto realizzato da Micron e dovrà, quindi, necessariamente svincolarsi da una mono-produzione e mono-committenza, diventando una vera foundry.

È necessario che nuovi soggetti industriali abbiano la possibilità di effettuare investimenti che consentano di produrre una varietà di componenti su supporto a 200mm e che questi componenti possano essere collocati su diversi mercati.

È importante realizzare investimenti che consentano la totale indipendenza produttiva di sensori d’immagine, oltre alla possibilità di produrre altri dispositivi rivolgendosi ai seguenti mercati: automotive, salute, home automation, sicurezza, wireless e LED .

Purtroppo le condizioni dei concorrenti europei del settore, nonché gli enormi costi dello stabilimento, non tranquillizzano rispetto alle capacità d’investimento; per questi motivi è opportuno ipotizzare la costituzione di un consorzio tra più soggetti industriali.

Infatti, lo stabilimento di Avezzano può essere una Foundry di servizio per tutte quelle aziende che necessitano di produrre componenti su supporto a 200mm e che non hanno la capacità di sostenere investimenti enormi.

Si deve chiedere a Micron un impegno nel territorio marsicano, attraverso il completamento del processo dei sensori d’immagine (CFA), e la garanzia di un battente produttivo che possa garantire un’alimentazione degli impianti sufficiente al mantenimento delle produzioni.

Attraverso questo impegno di Micron, altri soggetti industriali potrebbero calibrare gli investimenti necessari per consentire la diversificazione dei prodotti da realizzare.

Tale consorzio, anche attraverso l’impegno di Micron, deve vedere la possibilità di dotare lo stabilimento di Avezzano di un laboratorio di ricerca e sviluppo.

Nel consorzio va prevista una struttura di coordinamento delle attività; tale struttura dovrà gestire le sinergie necessarie tra i diversi soggetti, con l’obiettivo di garantire una produzione competitiva. Inoltre, tale struttura dovrà coordinare le strategie d’investimento oltre che i processi e gli sviluppi dei vari componenti.

Il  consorzio d’imprese consentirà di ripartire equamente  i costi di gestione e i costi del personale, in modo da consentire una migliore capacità d’investimento.

Oltre al coinvolgimento di soggetti europei è importante coinvolgere ST Microelectronic Italia, che potrebbe essere interessata a sviluppare produzioni su supporto a 200mm.

Il ruolo del Ministero dello Sviluppo Economico deve essere quello di favorire la realizzazione di detto consorzio coinvolgendo, a partire da Micron, altri soggetti industriali.

Al fine di favorire tale processo sono necessari percorsi di formazione e riconversione del personale. Vanno inoltre individuati tutti i percorsi possibili per garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Per queste ragioni diventa fondamentale il coinvolgimento della Regione Abruzzo e delle Istituzioni Locali.

Avezzano, ottobre 2012

Analisi e proposta della FIOM-CGIL della Provincia di L’Aquila

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