NOTA FIOM SU SETTORE MICROELETTRONICA

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NOTA FIOM SU SETTORE MICROELETTRONICA

Il settore della microelettronica viene considerato un settore strategico per lo sviluppo tecnologico e industriale in tutti i paesi industrializzati. E’ infatti un settore chiave per gli effetti tecnologici notevoli su altri settori produttivi a valle e la sua localizzazione in un paese costituisce un fattore importante per la competitività internazionale del paese stesso.

Non è un caso che nella maggioranza dei paesi industrializzati questo settore, come quello dell’informatica e delle telecomunicazioni beneficia di un elevato sostegno pubblico, motivato spesso dalla complessità elevata, dagli alti costi della R&S, e dalla necessità di continua innovazione tecnologica. Inoltre il sostegno pubblico di queste tecnologie viene spesso motivato dal fatto che l’accumulazione di competenza tecnologiche e produttive nazionali è di rilevanza strategica per un sistema nazionale e aumenta i vantaggi competitivi del sistema nazionale nel suo complesso rispetto a sistemi che invece si limitano a importare le stesse tecnologie rinunciando ad accumulare competenze proprie.

La presenza in Italia del settore è molto consistente dal punto di vista della R&S, delle produzioni e dell’occupazione. Le principali aziende in Italia sono: StMicroelectronics e Micron con un totale di addetti che supera i 10.000 e un indotto quantificabile in circa 3.000 lavoratori. Inoltre a Catania c’è 3Sun che si occupa di fotovoltaico ed è costituita da Enel, Sharp e Stm.

Presenze su territorio nazionale

Stm: Agrate-Brianza, Cornaredo (Castelletto),Catania, Palermo, Arzano-Napoli, Caserta, Lecce.

Micron: Avezzano, Agrate Brianza, Catania, Arzano-Napoli.

Su storia pregressa relativamente a Stm e Numonyx – Micron (vedi allegato 1)

Micron di Avezzano (vedi allegato 2)

La particolarità delle aziende del settore

ST Microelectronics (STM). Nel settore della ricerca e sviluppo STM occupa 8.000 persone in Italia e 12.000 in Francia. Investe in R&D circa il 18 per cento del fatturato; l’azienda, quotata alla borsa di New York, Parigi e Milano è controllata dallo Stato italiano e dallo Stato francese attraverso una partecipazione azionaria del 27,6 per cento, ripartita pariteticamente al 50 per cento. La quota italiana è posseduta interamente dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Micron. Ad Avezzano (Micron technology) occupa circa 1.600 persone, ad Agrate e Catania e Napoli (Micron semiconductors) circa 1.500. Ha avuto negli ultimi due anni un atteggiamento passivo, appiattito sulle decisioni adottate dalla componente azionista americana, e non si è attivata sufficientemente per concretizzare gli investimenti necessari a preservare e a dare un futuro alla ricerca tecnologica: la stessa multinazionale, invece, ha provveduto ad investire negli Stati Uniti dove, anche grazie agli incentivi del Governo americano, sono stati allargati i siti di produzione, ricerca e sviluppo del silicio a 12 pollici; recente è inoltre l’acquisto da parte di Micron di Elpida, un colosso giapponese che possiede un centro avanzatissimo di ricerca e sviluppo e di produzione a Singapore.

L’accordo di programma predisposto dal ministero dello Sviluppo economico, Stm e Numonyx – Micron e dalle istituzioni regionali Lombardia e Sicilia per la sopravvivenza dei siti di ricerca e che prevede un finanziamento di ben 180 milioni è rimasto lettera morta, ciò anche dopo che Micron ha manifestato nella sede istituzionale del Ministero dello sviluppo economico il suo disinteresse a ricevere il suddetto finanziamento in quanto questo l’avrebbe vincolata a rimanere in Italia a lungo.

Inoltre, come è noto, ha deciso di abbandonare il sito di Avezzano, per il quale la sopravvivenza è fortemente a rischio.

Quale ruolo deve giocare il governo su questo settore strategico per il nostro paese??

Nella vicenda di ST Ericsson, il Governo Francese, sotto la pressione del sindacato di quel paese, e` stato attore principale, pur in condizioni molto difficili, poiché i conti di quell’azienda, creata e controllata da ST, sono andati nel corso degli anni di male in peggio, e ha operato affinché 700 ricercatori venissero riassunti in St in nome della salvaguardia delle potenzialità e del rafforzamento dello sviluppo del comparto.

Il Governo Italiano che è il principale azionista di riferimento per ST in Italia. è stato latitante, sulle questioni più volte denunciate, dal mancato avvio di M6, al ritardo nell’ampliamento di CT8, dall’assenza di una politica sinergica sulle nanotecnologie ed i semiconduttori, lasciando la Dirigenza di ST in balia di se stessa: ci si è trovati nell’assurdo paradosso che gli utili creati dalla parte italiana sono serviti a porre inutili pezze ad un progetto fallimentare come quello di ST Ericsson.

La Francia, diversamente dall’Italia, ha adottato in questi anni una politica mirata di incentivi al settore microelettronica riuscendo in tale modo a preservare e rafforzare i progetti nazionali.

Per tutte queste ragioni un intervento del Governo per il settore deve essere centrato sui seguenti punti:

  1. mettere in atto urgenti e concrete iniziative per garantire la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali del settore (Micron di Avezzano e Micron semiconductorì e Stm).
  2. Rispetto a Stm puntare a riequilibrare l’occupazione in St tra Francia e Italia oggi squilibrata in favore della Francia anche in ragione dello scorporo delle memorie dal core business di STM.
  3. Come azionista di riferimento di Stm, confermare attraverso azioni concrete il carattere strategico che Stm ha per il paese, attivandosi per mantenere in parità l’assetto azionario con la parte francese.
  4. In qualità di azionista pubblico, intervenire presso la Micron semiconductor affinché, anche nel rispetto degli impegni assunti in precedenza, predisponga un piano di investimenti capace di dare una prospettiva certa al futuro dei siti di Agrate e Catania.
  5. Mettere in atto tutte le iniziative necessarie, anche di garanzia e controllo, affinché l’eventuale abbandono da parte di Micron del sito di Avezzano non solo non produca perdite occupazionali, ma, individuando soggetti industriali solidi e qualificati, venga garantito un futuro stabile della microelettronica in quel territorio.
  6. Vigilare sulla attuazione degli impegni assunti in sede di Ministero dello Sviluppo economico da Stm e Micron in relazione al mantenimento dei livelli occupazionale in tutti i siti in Italia.
  7. Individuare strumenti di politica industriale pubblica e risorse pubbliche, aggiuntive a quelle private, a sostegno dell’attività di R&S delle imprese.
  8. Nel caso di difficoltà che si ripercuotono sull’occupazione ricorrere esclusivamente a strumenti conservativi quali i contratti di solidarietà.
  9. Mettere in atto azioni per intensificare le interdipendenze tra settori ad alta tecnologia (microelettronica, telecomunicazioni e informatica) a monte e industrie a valle per generare feed-back e circoli virtuosi e processi innovativi che si propaghino verso i settori.
  10. Aprire un tavolo di settore nel quale affrontare i predetti punti in relazione ai piani industriali presentati dalle aziende.

FIOM NAZIONALE

Roma, 14 febbraio 2013

 

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